mardi 9 février 2010

Charlotte Gainsbourg, una e trina: cantante, attrice e mamma (Sky)

L’artista francese ha presentato “I.R.M.”, il suo nuovo lavoro discografico realizzato grazie alla collaborazione con il musicista e compositore americano Beck.

Di Giuseppe Lamanna, Sky.it, 09 febbraio, 2010

Attrice e cantante francese, figlia dell’indimenticato poeta e cantante Serge Gainsbourg e dell’attrice e cantante inglese Jane Birkin, Charlotte Gainsbourg è un’artista schiva e riservata, incapace di nascondere al pubblico solo una cosa: un fascino disarmante. Dopo il ruolo da protagonista nel controverso Antichrist di Lars Von Trier, la Gainsburg torna alla musica con I.R.M., nuovo lavoro discografico realizzato in collaborazione con il musicista americano Beck.

Il 2009 per lei è stato un anno molto impegnativo. Accanto al film diretto da Lars Von Trier, adesso ecco il suo nuovo lavoro discografico. In entrambi i casi si è affidata ad un regista e a un musicista di grande livello. Come si è trovata in queste due situazioni?
Sono state due esperienze molto diverse. Sono stata molto felice quando Lars Von Trier mi scelse per il suo film, tuttavia in questa situazione sono stata trasportata letteralmente nel suo mondo. La realizzazione del film ha richiesto due mesi di lavoro in Germania, durante i quali ero totalmente sotto la sua direzione, dovendo incarnare la realizzazione dei suoi pensieri e dei suoi desideri registici. Con Beck, invece, è stata una collaborazione alla pari, dove avevo il controllo. Ho potuto esprimere le mie opinioni, seguire i miei desideri e le mie intuizioni artistiche. La realizzazione di quest’album è stato come un lungo viaggio, durante il quale abbiamo pescato a piene mani dalle esperienze personali, attingendo un po dovunque soprattutto dal rapporto con le persone che conoscevamo e incontravamo.

Cosa ha preferito nella collaborazione con Beck?
La diversità. Ogni giorno era un nuovo inizio. Il suo modo di lavorare non è mai uguale, è una persona che ama sperimentare, ricca di contraddizioni allo stesso tempo. È capace di andare al supermercato e spendere due dollari, tornare a casa e suonare una chitarra che ne vale 100mila. Invidio e ammiro molto questa sua capacità di non essere mai uguale a se stesso.

Il titolo dell’album è I.R.M., ma cosa significa?
In francese è la sigla che indica la risonanza magnetica. Poco prima di iniziare a lavorare con Beck ho avuto un incidente con le moto d’acqua. Dovendo fare diverse risonanze, mi è sembrato un atto quasi dovuto intolare l’album in questo modo, forse perché è stata la cosa più personale che mi è accaduta in quel periodo. L’incidente ha contribuito in maniera determinante a dare una direzione precisa a tutto l’album. I.R.M. Può sembrare un termine medico freddo, ma in realtà nasconde anche un profondo significato poetico.
Il tema della morte sembra ricorrere spesso all’interno dell’album.
In realtà è un mix sulla memoria, sui ricordi, sui sentimenti più intimi e personali. All’interno di alcune canzoni c’è anche il riferimento alla morte, ma solo perché fa parte del mio passato. Quindi è stata una riflessione focalizzata solo in determinati momenti e non un tema centrale per l’album.

Questo non è il suo primo album. Quale musica rappresenta meglio il suo lavoro?
È stato difficile rapportarmi con la musica. All’inizio, ho lavorato con mio padre, ma dopo la sua morte la mia più grande difficoltà è stata capire come collocarmi come artista soprattutto senza di lui. Adesso ho la consapevolezza di aver bisogno di collaborare con altri artisti, di essere coinvolta in progetti musicali. Non essendo una compositrice, ma solo un’interprete, ho bisogno di qualcuno che mi proponga una direzione da percorrere. Da questo punto di vista, l’incontro con Beck è stato fondamentale.

Lei conosce molto bene il lavoro di suo padre, come autore, musicista e poeta?
Certo, conosco molto bene il suo lavoro, la sua produzione. Tuttavia, non ho mai voluto imparare tutto sulla sua vita privata. Ho sempre rispettato la sua privacy, accettando tutto quello che lui stesso ha voluto raccontarmi e farmi scoprire. Non è stata una relazione semplice. La presenza di mio padre è sempre forte intorno a me.
Cosa le ha detto sua madre riguardo alla sua carriera musicale?
Mia madre è orgogliosa di me e io di lei. Mi spinge ad andare avanti. Quando ero piccola lei non era mai a casa, quindi so perfettamente cosa comporta una carriera musicale come la sua. Lei ancora oggi prosegue la sua carriera musicale, grazie ad una grande passione. Diciamo che ama il mio lavoro come solo una madre può farlo.
Cosa si sente di trasmettere al pubblico quando canta o recita?
Non penso mai a questo. Quando recito o quando canto, ho bisogno di non pensare a nulla e concentrarmi solo su quello che sto facendo. Non mi chiedo mai quali emozioni possa suscitare negli altri. Sono instintiva in ogni cosa che faccio, senza pormi troppe domande.

Altri progetti?
Ci sono diversi film in uscita, ma in questo momento sono concentrata su questo album e sul piccolo tour che partirà a marzo. Non sarò insieme a Beck, ma da sola con una piccola band. Sarà focalizzato solo in Francia, ma spero di venire anche in Italia.

Ci tolga una piccola curiosità. Lei appare molto tranquilla e sicura, senza volersi esporre molto. Essendo anche madre di due figli, è così sicura di se anche nel privato?
Assolutamente no. Sono completamente diversa da come appaio. Nessuna sicurezza, anzi! Quando c’è da arrabbiarmi però non mi tiro indietro, usando principalmente il francese. Come lingua è molto più forte dell’inglese. È difficile essere una madre e un’artista in carriera, serve molto equilibrio nelle cose.

Charlotte Gainsbourg interview + Heaven Can Wait en live (RAI3)

Charlotte Gainsbourg interviewée par la TV italienne (RAI3), elle y chante aussi en live "Heaven Can Wait" (du 7 février 2010). Charlotte parle en français mais est doublée en italien...



Nouveau concert programmé à Amsterdam le 19 mars

Charlotte Gainsbour se rapproche de la France : elle se produira à Amsterdam le 19 mars 2010 au Oude Zaal de Melkweg. Les billets seront en vente le 13 février. Plus d'infos

Amplified: Charlotte Gainsbourg

Amplified: Charlotte Gainsbourg from Amplified on Vimeo.

Daddy issues, near-death experiences and working with Beck. Check out more at abcnews.com/amplified

lundi 8 février 2010

Charlotte Gainsbourg in Italia: 'Io, il nuovo album, Beck e mio padre Serge' (Rockol.it)

Di Rockol.com, 08 Feb 2010

Charlotte Gainsboug ha in promozione il suo nuovo album "IRM". In realtà il disco è già uscito da un po' di tempo. In Francia, dove abita, è andato bene e si è spinto nella Top 5. In Belgio è andato benino. Nelle altre nazioni, nonostante si tratti di un lavoro interessante e al quale Beck ha contribuito massicciamente, è rimasto ben lontano dalle Top 10. Maglione, jeans attillati, stivali texani, orologio con cinturino finissimo: Charlotte si presenta così nella saletta di un nuovo 4 stelle milanese a pochi minuti dalla movida di corso Como. Inglese fluente, leggero accento francese, qualche indecisione su alcuni termini. Niente braccialetti, niente anelli, niente make-up. Charlotte (Londra, 21 luglio 1971), per chi non la conoscesse, è figlia del cantante e poeta francese Serge Gainsbourg (in Italia particolarmente ricordato per il 45 giri "Je t'aime...moi non plus", disco erotico di fine anni Sessanta) e dell'attrice inglese Jane Birkin. Serge è morto nel 1991, la Birkin ha 63 anni. Lo scorso anno l'attrice e cantante ha partorito due volte: "IRM" e il film "Antichrist" di Lars von Trier. "A me piace affidarmi a qualcuno", dice. "Con Lars mi sono fatta risucchiare nel suo mondo, in un certo senso mi ha manipolata ma volevo essere manipolata. E' stata una cosa molto intensa, esagerata, con emozioni esagerate. Sono rimasta concentrata per due mesi. Con Beck invece è stata una cosa differente. Era il mio album, abbiamo iniziato facendo insieme solamente cinque giorni. Non era detto che si sarebbe occupato di tutto il lavoro. Abbiamo cominciato con sole tre canzoni. Poi mi ha chiesto se avrebbe potuto fare tutto il disco. Per l'album il percorso è stato decisamente più lungo di quello del film". Le note per la stampa sono firmate da Nick Kent, che i lettori dalla buona memoria ricorderanno come l'ultimo eroe dell'NME, un giornalista che si calava nella vita di strada, documentò la nascita del punk e, secondo la mitologia rock, per ciò fu ripagato da Sid Vicious dei Sex Pistols con alcuni colpi di catena sulla testa. Kent abita a Parigi ma scrive molto poco; rimane una delle poche icone del "vecchio" giornalismo rock. "Con quale abile astuzia sei riuscita a convincere Kent a scrivere per te?". Charlotte si inalbera
dolcemente: "Non ho usato astuzie!", dice. Si scherzava, certo che no. Più rilassata: "In realtà è stata la casa discografica a suggerire la cosa. Abbiamo parlato su Skype. Non so neanche dove fosse. Non lo conosco tanto bene". Delusione. Qualcuno suggerisce che "IRM" sia un disco sulla morte. Visto che la Nostra nel 2007 se l'è vista brutta per una emorragia cerebrale che poteva spedirla al Creatore, la domanda ci starebbe anche. "Non è che tutto l'album sia sulla morte", dice. "Ci sono anche pezzi che non c'entrano per niente". E' così. Le carte sono scoperte. Charlotte è una tipa decisamente riservata: a domanda risponde, ma non elabora o lo fa poco. Ogni tanto è anche decisamente guardinga. "Carla Bruni? Mi piace molto il suo primo disco, il secondo è già più difficile. Bella voce. Ma preferisco non dire altro perché è la moglie di, e qualsiasi cosa possa dire verrebbe amplificata". Carlà scansata. Le piacerebbe qualche futura collaborazione? "Non dico niente, le poche volte che ho espresso desideri non si è mai materializzato nulla. Taccio". Comunque gusti eclettici: tra i suoi artisti preferiti cita Radiohead, Lou Reed, Pink Floyd, la classica, Chopin ma anche il vecchio Elvis. Si apre maggiormente sul padre, per fortuna. "Quando mio padre è morto", dice con molta sincerità, "non sapevo dove posizionarmi. Lentamente, gradualmente, con piccole esperienze...Madonna mi ha campionata, ho collaborato con Etienne Daho, ho conosciuto gli Air...questo lavoro si è reso possibile. Ma ho avuto bisogno di collaborazioni. Se rifarei ancora 'Lemon incest'? (canzone del 1984 con suo padre, controversie e scandali a non finire) Certo che sì. Io cantai in modo innocente, mio padre mi spiegò bene tutto, l'ambiguità è nel titolo ma non nel testo. La rifarei. E poi ero alla boarding school, non mi arrivò il frastuono delle polemiche, avevo 12 anni, non seppi dello scandalo. E' passato tanto tempo. Adesso mia madre mi incoraggia ad andare on the road, forse perché è una tipa che è sempre in giro. Non è mai a casa! Sì, il mio disco le piace, ma che volete che dica, è mia madre, ovvio che dica così". Il capitolo successivo di Charlotte sarà il film "The tree". "E' finito l'editing", dice. "E' un film di Julie Bertuccelli tratto da un libro australiano. L'abbiamo girato in Australia, ma non so quando uscirà". La vedremo in tour? "Voglio fare un tour in marzo. In Italia non so, credo di sì, non sono sicura ma forse sì".

"Il brano sull’incesto? Lo canterei ancora con mio papà Serge"

Di Paolo Giordano, Il Giornale, lunedì 08 febbraio 2010

L’attrice Charlotte Gainsbourg pubblica il cd "Irm" inciso con il geniale Beck. Da bambina fece scandalo con il duetto "Lemon incest"

Milano - Ma tanto lei non è mica così. Arriva placida, magra come Twiggy, ed esibisce una voce flautata che neppure Terence Hill in Don Matteo. Un cappuccino, per favore. Lei, a dire il vero, assomiglia poco a suo padre Serge che a quest’ora, è mezzogiorno, avrebbe avuto ancora la faccia sgualcita. E poco pure a sua mamma, Jane Birkin, che al mattino non scende neanche dal letto senza avere almeno l’eyeliner sui bellissimi occhi turchesi. Charlotte Gainsbourg è un vulcano in sonno. Lei, che ha due palle nere che ti guardano fisso, ha appena pubblicato un cd che è il suo migliore, meglio del già bello 5.55, e ha un titolo che è quasi un manifesto esistenziale per chi, come lei, può concedersi lo sberleffo psicanalitico senza sciogliersi nella banalità o nella supercazzola che fa tanto fine ma impegna perché non si capisce mai. E dopo bisogna farsela spiegare.

Però, Charlotte Gainsbourg, il titolo parte male: «Irm» in francese è la sigla della risonanza magnetica.
«Nel 2007 ho avuto un incidente in America correndo su di una moto d’acqua. Ho dovuto fare molti esami per un’emorragia celebrale e quello mi è sembrato il punto di partenza giusto per un disco come questo.

Che quindi parla di morte o di paura della morte.
«Ma non solo».

Lei è figlia d’arte. Suo padre è partito da Boris Vian ed è arrivato fino al reggae. Ha scritto canzoni e poesia, dipinto, girato film e ispirato pure i cantautori italiani. E l’ha fatta esordire come cantante.
«Avevo 13 anni, nel 1984».

Era «Lemon incest»: parlava di incesto, in Francia fu uno scandalo grosso così.
«Ma lo rifarei subito, fu un’esperienza magica. Io ero a scuola, non mi sono accorta di quello che succedeva intorno. Mio padre invece era molto preoccupato».

Anche sua mamma Jane Birkin fece scandalo nel 1968 cantando con suo padre «Je t’aime.... moi non plus». Aveva una voce da call center erotico. Adesso, anche grazie a quel brano, è un’icona: Hermès ha creato una borsa che è un classico, la Birkin Bag. Victoria Beckham l’ha pagata 120mila euro.
«Io ammiro mia madre per la sua continua voglia di sperimentare e rinnovarsi».

Dono di famiglia, pare.
«Se penso alle canzoni di mio padre, mi accorgo che ha lavorato molto bene. E scopro che la gente spesso lo conosce molto meglio di me».

Essendo figlia d’arte, aveva l’imbarazzo della scelta. Però non ha mai scelto: è cantante ma anche attrice. È appena stata miglior attrice all’ultimo Festival di Cannes.
«Con Antichrist di Lars von Trier».
Un mattone horror nel quale lei, in una scena tra l’altro intensissima, fa l’amore disperatamente dopo la morte di suo figlio.
«Lars mi ha presa di peso e messa dentro il suo mondo».

Invece Beck Hansen, con cui ha registrato questo «Irm», no?
«Con lui ho sempre avuto l’impressione che fosse sempre il mio album. Diciamo che è stato un lungo viaggio e mi piace di aver sperimentato cose nuove».
«Heaven can wait» sembra, con tutto il rispetto, composta dai Beatles.
«È stata la prima dell’album. Ma con Beck non ci si ripete mai e le altre sono diverse. Io voglio cambiare».

Sembra di sentir parlare Carla Bruni.
«Il suo primo disco era più bello, il secondo più complicato. Lei ha una bella voce. Certo, adesso che è la moglie di Sarkozy, tutto quello che fa deve essere più ragionato».
Siete quasi coetanee ma lei ha già due figli avuti con l’attore regista Yvan Attal.
«Ma con loro sono molto meno calma e rilassata di come sembro qui adesso. Per di più sono sempre in giro».

Li sgrida in francese o inglese?
«Il francese è più autorevole».

Scusi ma preferisce cantare o recitare?
«Per ora alterno. A maggio dovrei iniziare un nuovo film».

Quale?
«Troppo presto per parlarne».

La solita scusa.
«Non ci sono ancora i dettagli. Ma prima, intorno a marzo, andrò in tournée. Verrò anche, spero, in Italia con la mia piccola band».
Ma lo sa che il suo disco praticamente ruota intorno alla morte?
«Quello è solo un punto di partenza per parlare d’altro. In fondo anche il termine «risonanza magnetica» può sembrare molto freddo. Però, a ben pensarci, ha anche un bel po’ di sfumature poetiche».

vendredi 5 février 2010

Charlotte Gainsbourg pour Balenciaga Paris

Le parfum Balenciaga Paris tant attendu est sorti cette semaine, Charlotte Gainsbourg en incarne l'image sur les affiches de la campagne publicitaire. Ci-dessous au Sephora des Champs Elysées

Charlotte Gainsbourg pour Balenciaga Paris
Charlotte Gainsbourg pour Balenciaga Paris
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